BROVEDANI CALENDAR 2021
7th Centenary
DANTE ALIGHIERI
(Florence, 1265 - Ravenna, 1321)
The Genius who invented Italy
A new digital era for the Brovedani Calendar
With the 2021 edition dedicated to Dante, the Brovedani Calendar enters a new era, by going digital: a dynamic space for content on the topic of the year and the Brovedani world. A work diary with appointments, messages, further information. A container that will be filled with new contributions to harness the knowledge, experience, and emerging skills of the Brovedani People.
Dante and Virgilio ride on the back of Geryon, about 1821,
drawing by Joseph Anton Koch. Wolfgang Ratjen Collection, Patrons’ Permanent Fund.
Courtesy of National Gallery of Art, Washington. CC0 1.0 Universal.
With Dante,
the pride of being Italian
A
man, intellectual, poet, theologian, politician. A Florentine rebel and wandering citizen of the world. A medieval thinker and visionary of the future. A sarcastic polemicist and champion of solidarity. A religious spirit but nevertheless fiercely anticlerical. “Dilettante” in many disciplines, but a consummate professional when it comes to writing. Sentenced to death in life, eternal post mortem… Dante is in a class of his own by any yardstick: a genius who sublimated and elevated the contradictions of his time, his thought and humanity to the Empyrean of the poetry of all times and all places, in a space shared with few others. The depth and vastness of his inspiration opened up infinite the “circles of reflection”, inspiring also a company like Brovedani. For this original 2021 edition of the Calendar that has been reduced in format but expanded into a web space of open and interactive dialogue, it proposes a journey in twelve stages, four dedicated to complexity, four to ethics and innovation: three “company canticles” suggested by Dante with a universal vision, free of clichés and always up to date. A journey accompanied by glimpses of art that span centuries and countries and above all a homage to a lighthouse that illuminates the awareness and pride of being Italian: being complex, instillers of values, creative. Because although there is little that we definitely know about Dante, one thing is certain: his poetry, his language and his passion for creating Italy and instilling knowledge of Italy, the “bel paese là dove ’l sì suona” (“fair country where the sì is heard”) (Divine Comedy, Inferno XXXIII, v. 80).
Dante meditating on the Divine Comedy, mixed technique, 1843,
Jean-Jacques Feuchère. Gift of the Christian Humann Foundation. Courtesy of National Gallery of Art, Washington. CC0 1.0 Universal.
Statue of Dante in the Verona piazza dedicated to him.
The life of a combatitive intellectual
1265, between May and June. Dante Alighieri is born in Florence to a decayed noble family.
1274. He meets Bice di Folco Portinari, Beatrice: his platonic love and muse for the first time.
1275 roughly. Gabriella degli Abati, the “fine mother”, dies.
1283. The father Alighiero di Bellincione dies. Dante becomes head of the family at the age of 17.
The young Dante studies philosophy and theology in the Franciscan (and Augustinian) school of Santa Croce and in the Dominican (and Aristotelian and Thomist) school of Santa Maria Novella.
1285 roughly. Dante marries Gemma Donati, with whom he will have four children: Iacopo, Pietro, Giovanni and Antonia.
1290 roughly. Beatrice dies. In 1292 Dante starts to write Vita Nuova, which she inspired.
1295. He joins the corporation of physicians and apothecaries as a “poet”, which he has to do to obtain citizenship rights.
1300. He is elected as one of the six priors, the highest magistrates in the Florentine Republic.
After 1301. His political militancy as a White Guelf who was favourable to the Pope but is against his interference in the political affairs of the Florentine res publica leads to his being condemned after the Black Guelfs came to power during the papacy of Boniface VIII. His refusal to appear before the judges worsens his situation: his assets are seized and he flees Florence, where they were waiting to burn him at the stake.
1304. The difficult years of exile start that will last until his death: Verona, Lucca, Venice, Ravenna, perhaps also Paris … and Duino (in Friuli Venezia Giulia near the border with modern-day Slovenia).
1304-1307. He writes the Convivio (Banquet), an “encyclopaedia” written in the vulgar tongue (Florentine dialect) for courtiers.
1306. He starts writing the Divine Comedy, which will take him all his life.
1310 roughly. In De Monarchia (On Monarchy) Dante reiterates his desire for a separation between the spiritual power of the Church and the temporal power of the Holy Roman Emperor.
1315. He rejects the chance to return to Florence subject to conditions that he deems to be humiliating.
1319. He accepts Guido Novello da Polenta’s invitation to come to Ravenna.
1321, night between 23 and 24 September. On his return from a diplomatic mission to Venice on behalf of Guido Novello da Polenta, he dies of malaria in Ravenna, where he is buried.
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EN
CALENDARIO BROVEDANI 2021
700°
DANTE ALIGHIERI
(Firenze, 1265 - Ravenna, 1321)
Il Genio che inventò l'Italia
Una nuova era digitale per il Calendario Brovedani
Con l’edizione 2021 dedicata a Dante Alighieri, il Calendario Brovedani entra in una nuova era, replicandosi in veste digitale: uno spazio dinamico di contenuti sul tema dell’anno e sul mondo Brovedani. Un’agenda di lavoro con appuntamenti, comunicati, approfondimenti. Un contenitore che si arricchirà di nuovi contributi per valorizzare le conoscenze, le esperienze e le competenze in divenire della Gente Brovedani.
Dante e Virgilio cavalcano sul dorso di Gerione, 1821 ca.,
disegno di Joseph Anton Koch. Wolfgang Ratjen Collection, Patrons’ Permanent Fund.
Courtesy National Gallery of Art, Washington. CC0 1.0 Universal.
Con Dante,
l'orgoglio di essere italiani
U
omo, intellettuale, poeta, teologo, politico. Fiorentino ribelle e ramingo cittadino del mondo. Pensatore del Medioevo e visionario del futuro. Sarcastico polemista e fautore della solidarietà. Spirito religioso e ciononostante agguerrito anticlericale. “Dilettante” di molte discipline, professionista sublime della scrittura. Condannato a morte in vita, eterno post mortem… Dante è un fuoriclasse irriducibile a qualsiasi definizione: un Genio che ha sublimato ed elevato le contraddizioni della propria epoca, del proprio pensiero e della propria umanità, nell’Empireo della poesia di tutti i tempi e di tutti i luoghi, in uno spazio condiviso con pochi altri. La profondità e la vastità della sua ispirazione spalancano infiniti “gironi di riflessione”, con spunti incisivi anche per un’impresa come Brovedani. Per questa originale edizione 2021 del Calendario, ridotta nel formato ma dilatata in uno spazio web di dialogo aperto e interattivo, si propone un viaggio in dodici tappe, quattro dedicate alla complessità, altrettante a etica e innovazione: tre “cantiche aziendali” suggerite da Dante con uno sguardo universale, fuori degli schemi e sempre attuale. Un viaggio accompagnato da scorci d’arte che attraversano secoli e Paesi e soprattutto un omaggio a un faro che illumina la consapevolezza e l’orgoglio di essere italiani: complessi, apportatori di valori, creativi. Perché, se poco di definitivo si può dire su Dante, una cosa è certa: sono state la sua poesia, la sua lingua e la sua passione a fondare l’Italia e la coscienza dell’Italia, il “bel paese là dove ’l sì suona” (Divina Commedia, Inferno XXXIII, v. 80).
Dante che medita sulla Divina Commedia, tecnica mista, 1843,
Jean-Jacques Feuchère. Gift of the Christian Humann Foundation.
Courtesy National Gallery of Art, Washington. CC0 1.0 Universal.
Statua di Dante nella piazza di Verona a lui dedicata.
Una vita da intellettuale combattente
1265, tra maggio e giugno. Dante Alighieri nasce a Firenze da nobile famiglia decaduta.
1274. Incontra per la prima volta Bice di Folco Portinari, Beatrice: suo amore platonico e musa.
1275 circa. Muore Gabriella degli Abati, la “madre Bella”.
1283. Muore il padre Alighiero di Bellincione. Dante diventa capofamiglia a 17 anni.
Il giovane Dante studia filosofia e teologia nella scuola francescana (e agostiniana) di Santa Croce e in quella domenicana (e aristotelico-tommasiana) di Santa Maria Novella.
1285 circa. Dante si sposa con Gemma Donati, da cui avrà quattro figli: Iacopo, Pietro, Giovanni e Antonia.
1290 circa. Muore Beatrice. Nel 1292 Dante comincia a scrivere la Vita Nuova, da lei ispirato.
1295. S’iscrive come “poeta” alla corporazione dei medici e dei farmacisti, scelta obbligatoria per ottenere i diritti civici.
1300. Viene eletto tra i sei Priori, i più alti magistrati del Governo della Signoria fiorentina.
Dopo il 1301. La sua militanza politica tra i Guelfi Bianchi, favorevoli al Papa ma non alla sua ingerenza nella gestione della res publica fiorentina, decreta la sua condanna con il sopravvento dei Neri papisti durante il pontificato di Bonifacio VIII. Il rifiuto di presentarsi ai giudici peggiora la situazione: beni confiscati, esilio da Firenze, dove lo aspetterebbe il rogo.
1304. Cominciano i difficili anni dell’esilio durato fino alla morte: Verona, Lucca, Venezia, Ravenna, forse anche Parigi… e Duino (in Friuli Venezia Giulia).
1304-1307. Scrive il Convivio, “enciclopedia” in volgare rivolta al mondo delle corti.
1306. Comincia la scrittura della Divina Commedia, che durerà per tutta la vita.
1310 circa. Con il De Monàrchia Dante ribadisce l’auspicata separazione tra il potere spirituale della Chiesa e quello temporale dell’Imperatore.
1315. Rifiuta l’opportunità di ritornare a Firenze, sottostando a condizioni da lui ritenute umilianti.
1319. Approda a Ravenna su invito di Guido Novello da Polenta.
1321, notte tra il 23 e il 24 settembre. Al ritorno da una missione diplomatica a Venezia per conto di Guido Novello da Polenta, muore di malaria a Ravenna, dove trova sepoltura.
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e cominciò: "Le cose tutte quante
hanno ordine tra loro, e questo è forma
che l’universo a Dio fa simigliante.”
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
Or chi tu se’, che vuo’ sedere a scranna,
per giudicar di lungi mille miglia
con la veduta corta di una spanna.
e vidi lume in forma di rivera
fulvido di fulgore, intra due rive
dipinte di mirabil primavera.
ché, per quanti si dice più ‘li nostro’,
tanto possiede più di ben ciascuno,
e più di caritade arde in quel chiostro.
Vecchia fama nel mondo li chiama orbi;
gent’è avara, invidiosa e superba;
dai lor costumi fa che tu ti forbi.
A maggior forza e a miglior natura
liberi soggiacete; e quella cria
la mente in voi, che il ciel non ha in sua cura.
Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.
E io a lui: ‘I’ mi son un che, quando
Amor mi spira, noto, e a quel modo
ch’e’ ditta dentro vo significando.’
Questo sarà luce nuova, sole nuovo, lo quale surgerà là dove l’usato tramonterà, e darà lume a coloro che sono in tenebre e in oscuritade, per lo usato sole che a loro non luce.